È uno statuto originale e innovativo, che presta attenzione soprattutto ai giovani e alle donne, aprendo le porte alle «quote rosa» in giunta e all'assessore esterno. L'ha approvato all'unanimità, l'altra sera, il consiglio comunale dopo che ci hanno lavorato per mesi la giunta e l'assessore Attilio Pedenzini . «Punta sul coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini nella vita amministrativa ma anche - ricorda Pedenzini - nelle scelte e nelle decisioni».
Lo statuto è frutto di vari incontri e riflessioni anche con le minoranze ed apre le porte ai giovani di 16 anni per la partecipazione a petizioni, iniziative referendarie e istanze. Sono previsti anche il consiglio comunale dei ragazzi - ne faranno parte 15 consiglieri nominati da scuole e associazioni, una volta all'anno si troverà per dire la sua - e quello delle donne (formato dalle tre presenti in consiglio e da altrettante nominate dalle associazioni). Viene eliminato il requisito del quorum affinché un referendum sia valido. «Non c'è più la soglia minima di votanti per decidere se vince o meno l'una o l'altra istanza - ricorda Pedenzini - e chi partecipa decide anche per chi preferisce stare a casa». Per indire un referendum basta l'8% degli elettori con il Comitato dei garanti che valuterà l'ammissibilità dei quesiti referendari. Sul consiglio delle donne e sulle quote rose, sia Carlo Zanghellini che Davide Paternolli hanno espresso le loro perplessità, con lo stesso Zanghellini che non ha gradito la decisione di nominare un assessore esterno, con competenze tecnico-professionali. Tra le altre novità anche la possibilità, questa però lasciata in carico al primo cittadino, di nominare il presidente del consiglio e due consiglieri delegati, l'istituzione della commissione urbanistica permanente, il consiglio che potrà anche intitolare vie e piazze e nominare cittadini onorari. M. D.
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